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Voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026: cosa finanzia e come prepararsi

Informatica e IT··8 min di lettura

Dal 22 ottobre 2026 le micro, piccole e medie imprese piemontesi, compresi i liberi professionisti, possono chiedere il Voucher digitalizzazione PMI 2026: un contributo a fondo perduto dal 50% al 65% della spesa, fino a 25.000 euro, per i progetti che portano tecnologie digitali dentro i processi aziendali. I fondi sono 19,2 milioni di euro e le domande vengono esaminate in ordine cronologico, quindi chi arriva il primo giorno con il progetto pronto ha un vantaggio concreto. Qui trovi date, importi, spese ammesse ed escluse, e gli errori che fanno perdere il contributo.

In breve
  • Domande dal 22 ottobre alle 11:00 al 15 dicembre alle 16:00, sulla piattaforma ReStart.
  • Contributo del 65% per le micro imprese, del 60% per le piccole e del 50% per le medie; voucher da 4.000 o 5.000 fino a 25.000 euro.
  • Sono ammesse solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda.
  • Una sola domanda per impresa; escluse le imprese che hanno già ricevuto il voucher 2023 o 2024.

Le date da segnare

QuandoCosa succede
12 ottobre, ore 11:00Si può precaricare la documentazione su ReStart. È facoltativo e non conta per la graduatoria.
22 ottobre, ore 11:00Si aprono le domande: da questo momento conta l'ordine di invio.
15 dicembre, ore 16:00Chiude lo sportello, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

La data di chiusura conta meno di quanto sembri. Unioncamere Piemonte può sospendere lo sportello in anticipo quando le domande superano il 120% delle risorse, e chiuderlo quando i fondi sono finiti. L'istruttoria si conclude entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello.

Chi può partecipare

Il bando è aperto alle micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea, che comprende anche le attività professionali: possono quindi partecipare anche i liberi professionisti. Serve una sede legale o un'unità operativa in Piemonte, ed è lì che va realizzato il progetto.

Fra gli altri requisiti ci sono un codice ATECO ammesso, la regolarità contributiva, il pagamento del diritto annuale camerale negli ultimi tre anni e la polizza contro i rischi catastrofali prevista per le imprese. Due regole, in particolare, escludono molte aziende senza che se ne accorgano:

  • chi ha già ricevuto il Voucher digitalizzazione 2023 o 2024 non può partecipare;
  • ogni impresa può presentare una sola domanda: se ne invia più di una, vale solo la prima.

Il contributo è concesso in regime de minimis, che mette un tetto agli aiuti pubblici ricevuti da ogni impresa nell'arco di tre anni. Se negli ultimi anni hai ottenuto altri contributi, fai verificare al commercialista quanto margine ti resta.

Quanto vale il contributo

DimensioneContributoVoucher minimoVoucher massimoSpesa minima
Micro impresa65%4.000 €25.000 €6.153,85 €
Piccola impresa60%5.000 €25.000 €8.333,33 €
Media impresa50%5.000 €25.000 €10.000 €

La spesa minima è quella che, alla percentuale della propria classe, raggiunge il voucher minimo. Un esempio: una micro impresa che investe 10.000 euro in un progetto ammissibile riceve 6.500 euro. Il voucher massimo è di 25.000 euro per tutti: una micro impresa lo raggiunge con circa 38.500 euro di spesa, e oltre quella cifra il contributo non cresce.

Alle percentuali di base si aggiungono due maggiorazioni:

  • 5 punti per i progetti collaborativi, fra 3 e 20 imprese con il supporto di un soggetto aggregatore (per esempio un Digital Innovation Hub, un competence center, un incubatore certificato o una rete d'impresa), che devono comprendere anche attività di formazione;
  • 1 punto per ogni premialità, fino a un massimo di 2: rating di legalità, impresa femminile o giovanile, certificazione della parità di genere, startup o PMI innovativa.

Sommando tutto, una micro impresa può arrivare al 72%.

Cosa finanzia: i 19 ambiti tecnologici

Il bando finanzia progetti di upgrade digitale, e ogni progetto deve riguardare almeno uno di questi ambiti:

  • manifattura additiva e stampa 3D;
  • cloud, edge, fog e quantum computing;
  • cyber security e business continuity;
  • intelligenza artificiale per la visione artificiale e il controllo qualità;
  • intelligenza artificiale per il linguaggio e l'automazione documentale;
  • intelligenza artificiale predittiva, per la manutenzione o la domanda;
  • intelligenza artificiale generativa applicata ai processi aziendali;
  • calcolo ad alte prestazioni (HPC);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • big data e analytics collegati ai processi produttivi o gestionali;
  • blockchain;
  • realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D;
  • Internet of Things e sensori interconnessi;
  • gestionali integrati come ERP, MES, PLM e SCM, con le tecnologie di tracciamento come RFID e barcode;
  • CRM, la gestione delle relazioni con i clienti;
  • sistemi fintech, per esempio lo scambio elettronico di documenti (EDI);
  • geolocalizzazione per la logistica e la gestione delle flotte;
  • sistemi per l'in-store customer experience, cioè l'esperienza del cliente nel punto vendita;
  • e-commerce, ma solo se collegato a un'altra tecnologia dell'elenco.

Con il contributo si pagano tre tipi di spesa: beni e servizi strumentali, compresi dispositivi e connessione; consulenza; formazione. Consulenza e formazione insieme non possono superare il 30% del totale, e chi le fornisce deve essere un soggetto qualificato: per esempio un Digital Innovation Hub, un competence center, un innovation manager iscritto all'elenco nazionale, oppure un fornitore attivo da almeno un anno che documenti almeno tre attività di consulenza o formazione sui temi del bando negli ultimi tre anni. Per chi fornisce beni e servizi strumentali non sono richiesti requisiti particolari. Canoni, licenze e abbonamenti sono ammessi per al massimo due annualità.

Cosa non rientra

L'elenco delle esclusioni è lungo, e alcune voci sorprendono. Non sono ammessi:

  • beni usati e beni in leasing;
  • la semplice sostituzione di PC, tablet o altri dispositivi, a meno che siano indispensabili per un progetto su uno degli ambiti tecnologici;
  • smartphone, materiali di consumo e forniture di valore complessivo inferiore a 500 euro;
  • pubblicità e advertising, anche sui social;
  • consulenze ordinarie, come quelle fiscali, contabili o legali, e le spese per ottenere certificazioni come ISO o EMAS;
  • personale, trasporti, vitto e alloggio, spese generali, opere murarie;
  • forniture da imprese collegate a chi chiede il contributo;
  • l'IVA, quando è detraibile.

Gli errori che fanno perdere il contributo

  1. Comprare prima della domanda. Sono ammesse solo le spese sostenute dopo l'invio. Un acquisto fatto il 20 ottobre, anche se perfetto per il progetto, non si recupera.
  2. Presentare la domanda senza preventivi. La dichiarazione delle spese (Allegato B) deve contenere i preventivi: una voce senza preventivo viene tolta. Per ogni spesa vanno indicati l'ambito tecnologico e i dati del fornitore.
  3. Spendere meno di quanto dichiarato. In rendicontazione bisogna dimostrare una spesa fra il 70% e il 100% di quella approvata, altrimenti il contributo viene revocato per intero. La dichiarazione delle spese non si può modificare, salvo casi particolari come un prodotto non più reperibile.
  4. Fatture senza codice. Le fatture devono riportare il CUP assegnato con la concessione, oppure il codice della domanda finché il CUP non arriva.
  5. Rendicontare in ritardo. La rendicontazione si presenta in un'unica soluzione entro 6 mesi dalla determina di concessione.

I documenti da preparare

La domanda si presenta solo online su ReStart, dal legale rappresentante o da un intermediario incaricato. I documenti vanno firmati digitalmente, in formato .p7m. Servono:

  • il modulo di domanda (Allegato A), con marca da bollo da 16 euro;
  • la dichiarazione delle spese con i preventivi (Allegato B);
  • il report dell'autovalutazione digitale SELFI4.0, gratuita, compilata negli ultimi 12 mesi;
  • la dichiarazione ambientale DNSH (Allegato E) per i beni strumentali;
  • il modello riepilogativo generato da ReStart;
  • quando servono: l'autodichiarazione del fornitore di consulenza o formazione (Allegato C), la descrizione del progetto collaborativo (Allegato D), la delega (Allegato F).

Come prepararti da oggi

  1. Controlla i requisiti: nessun voucher 2023 o 2024, contributi e diritto annuale in regola, margine de minimis.
  2. Scegli il processo da migliorare e l'ambito tecnologico che lo risolve.
  3. Chiedi preventivi dettagliati, con l'ambito indicato per ogni voce.
  4. Compila il SELFI4.0 e verifica di avere la firma digitale.
  5. Se vuoi, precarica i documenti dal 12 ottobre; invia la domanda il 22 ottobre dalle 11:00.
  6. Non acquistare nulla prima dell'invio.

Cosa facciamo noi, e cosa no

Makhymo non presenta la domanda e non gestisce il contributo: il bando è di Unioncamere Piemonte, dentro il Programma regionale FESR 2021-2027 della Regione Piemonte. Noi lavoriamo sul progetto e sulle forniture: analizziamo le esigenze, verifichiamo con te se le soluzioni rientrano negli ambiti del bando e prepariamo preventivi dettagliati, pronti per la dichiarazione delle spese.

Gli ambiti in cui lavoriamo più spesso sono la sicurezza informatica e la continuità operativa, il cloud e il backup e, per i negozi, i sistemi per l'esperienza del cliente nel punto vendita, che possono comprendere schermi e totem interattivi. Con un vantaggio pratico: a progetto finito, chi l'ha installato è anche chi ti assiste.

Vuoi capire se la tua idea può rientrare? Prenota una consulenza gratuita dalla pagina del bando o chiamaci allo 0141 353902.

Informazioni tratte dal testo del bando pubblicato da Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte, aggiornate al 30 settembre 2026. Fanno fede il bando ufficiale e le FAQ pubblicate su bandi.regione.piemonte.it e pie.camcom.it.

Domande frequenti

Posso comprare prima di presentare la domanda?

No. Sono ammesse solo le spese sostenute dopo l'invio della domanda: quello che acquisti prima non rientra nel contributo.

I liberi professionisti possono partecipare?

Sì. Il bando usa la definizione europea di impresa, che comprende anche le attività professionali, purché con sede legale o unità operativa in Piemonte.

Ho ricevuto il voucher digitalizzazione 2024: posso fare domanda?

No. Sono escluse le imprese che hanno ricevuto contributi dai bandi Voucher digitalizzazione PMI 2023 e 2024.

Il precaricamento del 12 ottobre dà la precedenza?

No. Il precaricamento è facoltativo e non conta per la graduatoria: conta l'ordine di invio delle domande, dal 22 ottobre alle 11:00.

Posso usare il voucher per cambiare i computer dell'ufficio?

Solo se i nuovi dispositivi sono indispensabili per un progetto su uno degli ambiti tecnologici del bando. La semplice sostituzione di PC e tablet non è ammessa.

Makhymo può presentare la domanda al posto mio?

No, la domanda la presenta l'impresa o un intermediario da lei incaricato. Noi ti aiutiamo a impostare il progetto e prepariamo i preventivi.

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