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Bilancio di Sostenibilità: cos'è, come funziona lo standard VSME e cosa abbiamo imparato misurandoci

Sostenibilità··9 min di lettura

Da due anni Makhymo pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità. Nessuna norma ce lo impone: siamo una PMI, e per aziende della nostra dimensione la rendicontazione di sostenibilità è una scelta volontaria. Ma è proprio questo il punto. Quando un'azienda decide di misurarsi senza esserne obbligata, lo fa perché ha capito una cosa semplice: non si migliora ciò che non si conosce. In questo articolo raccontiamo che cos'è davvero un bilancio di sostenibilità, come funziona lo standard europeo VSME pensato per le piccole e medie imprese, come si costruisce concretamente un documento del genere e, soprattutto, cosa abbiamo imparato noi facendolo.

2edizioni pubblicate
(2024 e 2025)
54%del fabbisogno elettrico coperto dal fotovoltaico
27,8 tdi CO₂ evitate
nel 2025
>50%dei rifiuti gestiti avviati a recupero

Che cos'è (davvero) un Bilancio di Sostenibilità

Il Bilancio di Sostenibilità è un documento che raccoglie e organizza in modo strutturato le informazioni ambientali, sociali e di governance di un'azienda: consumi energetici ed emissioni, gestione dei rifiuti, persone e formazione, sicurezza, parità di genere, rapporti con il territorio, processi organizzativi e digitalizzazione. È, in altre parole, la fotografia più completa che un'azienda possa scattare a sé stessa.

C'è però un equivoco da sgombrare subito: un bilancio di sostenibilità fatto bene non è un esercizio di comunicazione. Non è la brochure patinata con le foglie verdi in copertina. È uno strumento di gestione, prima ancora che di racconto: serve a capire dove l'azienda consuma, dove spreca, dove le persone crescono e dove no, dove i processi tengono e dove scricchiolano. Il racconto viene dopo, ed è credibile proprio perché poggia su dati raccolti con metodo.

Un buon bilancio, inoltre, non mostra soltanto i risultati raggiunti. Dichiara anche le priorità e gli obiettivi futuri, e indica gli ambiti dove c'è ancora da lavorare. È questa asimmetria, raccontare anche ciò che non è ancora perfetto, a distinguere una rendicontazione seria da un'operazione di facciata.

Perché una PMI dovrebbe farlo, se non è obbligata

La domanda è legittima. La rendicontazione obbligatoria, in Europa, riguarda le grandi imprese; le PMI ne sono escluse. Eppure sono sempre di più le piccole e medie aziende che scelgono di rendicontare volontariamente. I motivi concreti sono almeno quattro.

1. Le chiedono i clienti (soprattutto i grandi)

Le grandi aziende soggette a obblighi di rendicontazione devono misurare anche l'impatto della propria catena di fornitura. Risultato: sempre più spesso, per lavorare con un grande cliente o partecipare a una gara, a una PMI vengono richiesti dati ambientali e sociali. Chi ha già un bilancio strutturato risponde in giornata; chi non ce l'ha insegue.

2. Le banche e i bandi guardano l'ESG

Il merito creditizio incorpora sempre più criteri di sostenibilità, e molti bandi pubblici premiano le imprese che rendicontano. Il bilancio diventa un documento che apre porte, non un costo.

3. Ordina la casa

Il beneficio meno visibile e più importante: per rendicontare bisogna raccogliere dati, e per raccogliere dati bisogna organizzare processi. La prima edizione di un bilancio è soprattutto questo: scoprire quali informazioni l'azienda non stava tracciando, e iniziare a farlo.

4. Trattiene e attrae le persone

Le persone, soprattutto le più giovani, scelgono sempre più spesso aziende di cui condividono i valori. Un impegno documentato su ambiente, welfare e pari opportunità è un argomento concreto anche nel recruiting.

Lo standard VSME: la rendicontazione su misura per le PMI

Per l'edizione 2025 abbiamo adottato come riferimento il VSME, Voluntary Sustainability Reporting Standard, lo standard europeo elaborato da EFRAG specificamente per la rendicontazione volontaria delle piccole e medie imprese non quotate. È la risposta a un problema reale: gli standard "grandi" (come gli ESRS della direttiva CSRD) sono sproporzionati per una PMI, che non ha uffici sostenibilità dedicati né budget da multinazionale.

Il VSME è organizzato in moduli. Il Modulo Base copre le informazioni essenziali: energia e emissioni di gas serra, inquinamento, acqua, rifiuti ed economia circolare, persone (occupazione, salute e sicurezza, retribuzioni e formazione), condotta d'impresa. Noi abbiamo seguito il Modulo Base integrandolo con ulteriori informazioni utili a rappresentare in modo completo la realtà di Makhymo, perché lo standard è un pavimento, non un soffitto.

In una riga, Il VSME è lo standard europeo che permette a una PMI di rendicontare la sostenibilità con un perimetro proporzionato: meno indicatori, ma scelti bene, comparabili e verificabili.

Come si costruisce, in pratica: il nostro metodo

Come si passa da "vogliamo fare il bilancio" al documento pubblicato? Il nostro percorso, che può servire da riferimento a qualunque PMI, si è articolato in cinque fasi.

1. Perimetro e regia. Abbiamo definito il perimetro di rendicontazione (Makhymo S.r.l.) e ci siamo fatti affiancare da chi lo fa di mestiere: la redazione e la supervisione metodologica sono di FOR ESG Società Benefit, in collaborazione con il nostro team interno. Il supporto esterno è prezioso soprattutto alla prima edizione: evita di reinventare la ruota e dà solidità al metodo.

2. Raccolta dati. La fase più lunga: bollette e consumi energetici, dati del fotovoltaico dal sistema di monitoraggio, formulari rifiuti, dati del personale, formazione, sicurezza. Con un criterio dichiarato: fonti verificate e stime documentate dove la misura diretta non c'era ancora.

3. Calcolo. Le emissioni di gas serra sono state calcolate secondo criteri internazionali (GHG Protocol, con fattori ISPRA e IPCC), distinguendo le emissioni dirette (Scope 1, da gas e carburanti) da quelle indirette legate all'energia elettrica acquistata (Scope 2).

4. Analisi e scrittura. I numeri da soli non bastano: vanno letti. Ogni capitolo del bilancio affianca ai dati il contesto e le azioni collegate, cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo, cosa faremo.

5. Pubblicazione e confronto. Il documento è pubblico, scaricabile dalla nostra pagina Sostenibilità. E qui inizia la parte seria: l'edizione successiva dovrà confrontarsi con questa.

Pagine del Bilancio di Sostenibilità Makhymo 2025 dedicate al fotovoltaico: 63.572 kWh di consumo, 54% di autoconsumo, 27,8 tonnellate di CO2 evitate
Dal Bilancio 2025: le pagine dedicate al fotovoltaico della sede di Via Colombo, dati reali dal sistema di monitoraggio dell'impianto.

Cosa dicono i nostri numeri

Misurarsi produce dati. Qualche esempio concreto dal nostro percorso di rendicontazione, per dare l'idea di cosa significhi in pratica.

Energia. Nel 2025 l'impianto fotovoltaico installato presso la sede di Via Colombo ha prodotto complessivamente 58.585 kWh di energia rinnovabile. Di questa energia, 34.328 kWh sono stati autoconsumati direttamente nelle attività aziendali, mentre la parte restante è stata immessa in rete. Considerando entrambe le sedi, il consumo elettrico complessivo è stato di 63.572 kWh: circa il 54% coperto da produzione fotovoltaica, con circa 27,8 tonnellate di CO₂ evitate.

Emissioni. Le emissioni dirette (Scope 1) e indirette (Scope 2) sono state calcolate e rapportate al fatturato: l'intensità emissiva risultante conferma che la crescita economica non sta generando un aumento proporzionale delle emissioni, un buon equilibrio tra operatività, consumo di risorse e impatto.

Rifiuti. Sui rifiuti abbiamo garantito tracciabilità e conformità normativa: dei 13.514 kg gestiti nel 2024, oltre la metà è stata avviata a recupero, un dato che riflette l'attenzione al ciclo di vita dei materiali, tema centrale per chi come noi lavora con tecnologie e consumabili.

Il capitolo Ambiente del Bilancio di Sostenibilità Makhymo 2024 con la strategia ambientale e i dati su emissioni e rifiuti
Il capitolo Ambiente della prima edizione (2024): la strategia ambientale e i criteri di calcolo delle emissioni.

Sono numeri di una PMI, non di una multinazionale, ed è esattamente il punto. La sostenibilità non è una taglia unica: è un percorso proporzionato alla propria realtà, fatto di misure vere e miglioramenti verificabili anno dopo anno.

Non solo ambiente: persone e governance

La lettera "E" di ESG è la più fotogenica, ma il bilancio copre anche le altre due dimensioni. Sul fronte persone, rendicontiamo formazione, sicurezza, benessere e pari opportunità, un impegno che si collega alla nostra Politica per la Parità di Genere, ispirata alla UNI/PdR 125:2022, con il relativo piano strategico. Sul fronte governance, raccontiamo come rendiamo i processi più chiari e tracciabili: digitalizzazione, protezione dei dati, sicurezza informatica, coordinamento tra le funzioni.

È la stessa logica che presentiamo nella pagina Sostenibilità: tre dimensioni collegate, ambiente, persone e territorio, governance e innovazione, un unico percorso.

Gli errori da evitare (li conosciamo perché ci siamo passati)

  • Partire dalla brochure invece che dai dati. Se il documento nasce in ufficio marketing, si vede. Deve nascere dai numeri.
  • Voler misurare tutto subito. Meglio pochi indicatori solidi alla prima edizione che cento stime traballanti. Si cresce edizione dopo edizione.
  • Non dichiarare il metodo. Fonti, criteri di stima, standard di riferimento: senza, il bilancio non è verificabile, e quindi vale poco.
  • Trattarlo come un progetto una tantum. Il valore sta nella serie storica: il secondo bilancio vale più del primo, il terzo più del secondo.
  • Nascondere le aree deboli. Un bilancio senza ombre non è credibile. Dichiarare dove si deve migliorare è ciò che rende affidabile il resto.

Domande frequenti

Il Bilancio di Sostenibilità è obbligatorio per le PMI?

No. In Europa l'obbligo di rendicontazione riguarda le grandi imprese. Per le PMI è una scelta volontaria, ed è per questo che esiste il VSME, uno standard proporzionato pensato apposta per loro. L'obbligo però arriva spesso "di riflesso": i grandi clienti chiedono dati ESG ai propri fornitori.

Quanto tempo serve per la prima edizione?

Dipende da quanto i dati sono già organizzati. Nella nostra esperienza servono alcuni mesi tra raccolta dati, calcoli, scrittura e revisione. Le edizioni successive sono più rapide, perché il sistema di raccolta ormai esiste.

Serve un consulente esterno?

Non è obbligatorio, ma alla prima edizione aiuta molto: dà metodo, evita errori di impostazione e rende il documento credibile. Noi ci siamo affidati a FOR ESG Società Benefit, mantenendo la raccolta dati e la conoscenza dell'azienda in casa.

Che differenza c'è tra Bilancio di Sostenibilità e certificazioni come la ISO 14001?

Sono strumenti complementari: la certificazione attesta un sistema di gestione conforme a una norma; il bilancio rendiconta risultati e obiettivi su tutto il perimetro ESG. Il bilancio può citare le certificazioni; le certificazioni non sostituiscono il bilancio.

Dove posso leggere i Bilanci Makhymo?

Nella pagina Sostenibilità trovi entrambe le edizioni in PDF: il Bilancio 2024 (la prima edizione) e il Bilancio 2025, redatto secondo lo standard VSME.

Glossario minimo per orientarsi

La rendicontazione di sostenibilità ha un vocabolario suo, che può intimidire chi si avvicina per la prima volta. Le voci essenziali per leggere un bilancio, il nostro o quello di chiunque altro:

  • ESG, Environmental, Social, Governance: le tre dimensioni della sostenibilità aziendale. Ambiente (emissioni, energia, rifiuti), sociale (persone, sicurezza, territorio), governance (processi, trasparenza, controllo);
  • Scope 1, 2 e 3, la classificazione delle emissioni di gas serra: dirette (Scope 1: gas, carburanti dei mezzi), indirette da energia acquistata (Scope 2: l'elettricità), e tutte le altre indirette lungo la catena del valore (Scope 3: fornitori, trasporti, uso dei prodotti). Le PMI partono tipicamente da Scope 1 e 2;
  • GHG Protocol, lo standard internazionale con cui si calcolano le emissioni: definisce perimetri, metodi e fattori di conversione;
  • Doppia materialità, il principio per cui si rendiconta sia l'impatto dell'azienda sul mondo, sia l'impatto dei temi di sostenibilità sull'azienda (rischi e opportunità);
  • CSRD e ESRS, la direttiva europea sulla rendicontazione obbligatoria delle grandi imprese e i suoi standard tecnici: il contesto normativo da cui il VSME discende come versione volontaria e proporzionata;
  • Società Benefit, forma giuridica italiana per aziende che integrano nel proprio oggetto sociale finalità di beneficio comune: è la forma della società che ci ha affiancato nella redazione.

Cosa cambia in azienda dopo il primo bilancio

C'è un effetto collaterale della rendicontazione di cui si parla poco: cambia le conversazioni interne. Quando i consumi energetici diventano un numero che qualcuno guarda ogni anno, le decisioni sull'impianto fotovoltaico, sull'illuminazione o sul parco mezzi smettono di essere "sensazioni" e diventano scelte misurabili. Quando la formazione delle persone è un indicatore, trova più facilmente budget. Quando i rifiuti avviati a recupero sono un dato pubblico, la raccolta differenziata in magazzino smette di essere un optional.

È il motivo per cui consigliamo a ogni PMI di considerare il bilancio non come un adempimento reputazionale ma come un investimento organizzativo: il documento è l'output visibile, ma il valore vero sta nel sistema di misura che l'azienda costruisce per produrlo, e che resta, e migliora, edizione dopo edizione.

La sostenibilità si costruisce ogni giorno

Il Bilancio di Sostenibilità non è un traguardo: è lo strumento con cui diamo continuità a un impegno. Ci aiuta a scegliere meglio, a raccontare con trasparenza il percorso compiuto e a fissare le priorità future, perché la sostenibilità non è un punto di arrivo, ma un percorso fatto di scelte, responsabilità e miglioramenti continui.

👉 Consulta e scarica i Bilanci di Sostenibilità Makhymo. Per qualsiasi informazione puoi scriverci a info@makhymo.it.

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